Trekking impegnativo - km. 6 circa

Cercare un collegamento tra la Via Cava di San Carlo e quella dei Laterini, sul versante opposto del torrente Castel Sereno, è sempre stato nostro interesse ma ogni volta che abbiamo provato a chiedere ai più anziani la risposta è stata scoraggiante: "non ci sono sentieri... bisogna scendere la costa e salire dall'altra parte ma laggiù è un serpaio!"

Nel "serpaio" però ricordavo di essere già sceso tanti anni fa... più di 30 per la precisione. Ai tempi li sotto c'era un pozzo creato dagli scarti della cava di tufo di San Valentino. La cava riversava i residui della produzione nel torrente e questi, ostruendone il corso, avevamo creato bacino dove si andava a pescare.  Per chi come me non era ancora motorizzato raggiungere il pozzo dalla strada asfaltata era troppo lungo e così per raggiungerlo percorrevo da Sorano il letto del fiume. Una scorciatoia scomoda ma certamente più veloce e avventurosa.

Oggi ho ripercorso quell'esperienza... il territorio è rimasto lo stesso anzi a tratti più servaggio, i sentieri lungo il corso del torrente non ci sono più,  gli unici passi da seguire sono quelli degli animali selvatici, caprioli, tassi e cinghiali.  Non senza difficoltà, scendendo dalla cava di San Carlo, sono riuscito a raggiungere il letto del Castel Sereno il  contesto laggiù è bellissimo e le foto che ho fatto credo ne siano una testimonianza inconfutabile.

Di li ho cominciato a risalire il torrente fino a trovare un muro di blocchi di tufo scavato per almeno 4 metri... è quello che rimane della "diga" che fermava il corso dell'acqua creando il bacino che appunto stato cercando e che oggi non c'è più... Vedendo come il tempo ha gretolaro quell'imponente barriera una riflessione viene alla mente... è bello vedere che alla fine, comunque vada, la natura è più forte dell'uomo e nulla può fermare il suo corso e quello della vita.

Mi arrampico oltre la diga ed ecco una sorta di radura, li dove per anni c'è stata acqua non vi sono alberi ma solo erba e tante tante ortiche. Per fortuna in questa stagione l'ortica non fa paura e continuo a camminare alla ricerca della strada che mi deve portare a risalire la costa dalla parte opposta a dove l'ho discesa.

Intanto mi rendo conto che sto seguendo il "passo" di un gruppo di cinghiali, tutto sommato piuttosto comodo... attraverso il torrente una volta, poi un'altra e alla terza mi trovo su una radura dove l'erba è  completamente battuta... direi che sono a casa loro!

Non ho paura, forse perchè in branco non c'è o forse perchè fin da piccolo mi sono sentito dire che la belva più feroce al mondo è l'uomo e se vivi con i tuoi simili non puoi aver paura degli animali, pensiero che con gli anni non posso che condividere!

Attraverso nuovamente il torrente per esplorare la costa che prima o poi dovrò risalire et voilà! Un tubo di un acquedotto e poco più in là le tracce di un sentiero che sale esattamente nella direzione che volevo.

Sono un pò deluso... alla fine quest'avventura non è durata nemmeno un'ora! Comincio a risalire, un tornante, poi un'altro e un'altro ancora... sono quasi in cima ma dove?? Un ultimo sforzo e raggiungo una carreggiata che riconosco subito... è la strada di Laterini!

Missione compiuta!